Abbiamo intervistato in esclusiva per tuttomercato24.com l’addetto stampa del Casteltermini Vittorio Martorana.
Cosa ti ha spinto a diventare addetto stampa e, in particolare, a lavorare nel mondo del calcio con il Casteltermini?
Sono sempre stato tifoso del Casteltermini. Fin da bambino mio padre mi portava ogni domenica allo stadio, sia in casa che in trasferta. Ho vissuto il calcio come momento di condivisione, di famiglia e di appartenenza. Essere oggi il responsabile della comunicazione della squadra della mia città rappresenta per me qualcosa di speciale, quasi un cerchio che si chiude.Questo ruolo non si limita soltanto alla gestione mediatica: cerco di essere presente e di dare una mano alla società in ogni aspetto possibile, accompagnando la Prima Squadra, la Juniores e gli Allievi, collaborando sul campo quando serve. È un impegno che va oltre l’incarico formale, perché nasce da un legame profondo con questi colori e con la comunità che rappresentano.
Qual è stato il momento più significativo o emozionante che hai vissuto nel tuo ruolo finora?
Uno dei momenti più belli e significativi è stato raccontare la stagione 2019/2020, culminata con il ripescaggio in Eccellenza. È stata un’annata memorabile, intensa sotto ogni punto di vista.Viverla da dentro, raccontarla settimana dopo settimana e poi celebrare quel traguardo è stata un’emozione difficile da descrivere. Non è stato solo un risultato sportivo, ma un premio al lavoro di un’intera società e di una comunità che non ha mai smesso di crederci.
Come riesci a conciliare la passione per lo sport con le responsabilità della comunicazione e della gestione mediatica?
Non è semplice. La passione per il calcio è forte e, in alcuni momenti, la parte del tifoso rischia di prendere il sopravvento. Proprio per questo cerco di confrontarmi settimanalmente con gli addetti ai lavori delle altre società, per crescere e migliorarmi continuamente.
Gestire la comunicazione di una squadra richiede equilibrio e lucidità: bisogna saper pesare le parole, capire quando è opportuno pubblicare un articolo e quando invece è meglio aspettare. Ogni comunicazione ha un impatto e rappresenta l’immagine della società. Il mio obiettivo è trovare sempre il giusto bilanciamento tra cuore e responsabilità.
C’è una qualità personale che ritieni indispensabile per fare bene questo lavoro?
Ritengo che pazienza, empatia e caparbietà siano qualità fondamentali. Bisogna sapersi mettere nei panni di chi legge, dei tifosi, e riuscire a farli sentire parte integrante di un progetto che rappresenta la città sotto molteplici aspetti.
La comunicazione sportiva non è solo cronaca: è coinvolgimento, identità e senso di appartenenza. Per questo serve sensibilità, ma anche determinazione nel portare avanti il proprio lavoro con serietà.
Quali sono i tuoi obiettivi o sogni futuri all’interno del mondo della comunicazione sportiva?
Il mio obiettivo è crescere sempre di più, migliorarmi sotto ogni aspetto e cercare di arrivare il più in alto possibile. Non bisogna mai porsi limiti, soprattutto quando si lavora con passione.Colgo l’occasione per ringraziare il Presidente Sanvito, i vicepresidenti Giuliano e Costantino Ripepe, Girolamo Pensato, Carmelo Magri, Vincenzo Mancuso, Marco Arnone, lo Zio Carmelo, Mister Vaccaro, Salvino Tinnirello, Giuseppe Ulissi, il Dott. Michele Pellitteri, Carmelo Mingoia, Luca Rizza, mio padre e tutti coloro che in questi anni si sono susseguiti al fianco del Casteltermini. Ognuno di loro ha contribuito al mio percorso umano e professionale, e senza questo gruppo nulla sarebbe stato possibile.




