La prima giornata della Serie A 2026/2027 si è conclusa delineando subito gerarchie chiare, nove squadre a punteggio pieno e una partenza fortissima da parte di quasi tutte le grandi favorite.
La Roma guida temporaneamente la classifica per differenza reti grazie a un roboante 4-0 sulla Fiorentina, trascinata dalla tripletta di Malen. Subito dietro rispondono i campioni in carica dell’Inter, con un netto 4-1 sul Monza, e il Napoli, che si impone per 2-0 a Marassi contro il Genoa.
I giallorossi hanno mostrato una condizione atletica invidiabile e uno sfolgorante reparto offensivo. L’Inter riparte con lo scudetto sul petto e senza cali di tensione, confermandosi una macchina da gol già collaudata. Buona la prima anche per i “nuovi” allenatori: Napoli, Milan e Juventus portano a casa vittorie pesanti in trasferta. Pur mostrando le normali fatiche del calcio d’agosto, queste squadre hanno saputo capitalizzare al meglio i singoli episodi. Tra le possibili sorprese del campionato si candida il Lecce, capace di espugnare il campo del Venezia con un rotondo 2-0 forte di una maggiore esperienza nella categoria.
Nota dolente per la Fiorentina, che crolla all’Olimpico a causa di gravi lacune difensive. Male anche il Bologna, battuto in casa dalla Lazio, e il Monza, apparso troppo fragile di fronte all’attacco nerazzurro.
Trattandosi solo del debutto stagionale, e con il mercato ancora aperto, i giudizi restano inevitabilmente prematuri. Le indicazioni iniziali mostrano però un campionato che non vuole aspettare: le grandi hanno inserito subito il “turbo” per evitare passi falsi.
La seconda giornata di Serie A, in programma dal 28 al 31 agosto, offrirà i primi verdetti di conferma. Il Milan ospiterà il Venezia nell’anticipo del venerdì, la Juventus attenderà il Parma all’Allianz Stadium e l’Inter sfiderà il Cagliari in trasferta, cercando di rimanere a punteggio pieno. Riflettori puntati anche sulla sfida tra Lecce e Roma: un vero banco di prova per entrambe, utile ai giallorossi per tenere il passo delle big e ai salentini per capire se il successo di Venezia non sia stato solo una meteora.
Fabrizio Motta



