Abbiamo intervistato in esclusiva per tuttomercato24.com le dichiarazioni Roberta Mannino Giornalista sportiva.
Come è nata la tua passione per lo sport e per il giornalismo sportivo?
La mia passione per lo sport, in particolare per il calcio, è nata al liceo. Con una compagna ci siamo ritrovate a commentare le partite del Palermo. Da lì ho iniziato a seguire sempre più spesso le partite, fino ad abbonarmi allo stadio. Anche il modulo di giornalismo svolto con il docente di italiano è stato importante: ho capito che avrei voluto fare questo lavoro nella vita. Ho fatto parte anche del giornale del mio liceo e mi sono subito appassionata.
Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera?
Sono molti i momenti emozionanti della mia, seppur brevissima, carriera. Certamente, da appassionata di sport e del Palermo, non posso che ricordare le interviste realizzate ai giocatori della squadra rosanero, ma anche quella al CT della Nazionale italiana di volley maschile, Fefè De Giorgi.
Aver potuto inoltre vivere la mixed zone dello stadio e anche un periodo da radiocronista in seconda è certamente motivo di gioia e orgoglio.
Quale atleta o squadra ti ha colpito maggiormente e perché?
Negli anni ho seguito davvero tantissimi sport: dal calcio alla pallavolo, passando per il tennis e la Formula 1. Ma risponderò in maniera quasi scontata: Jannik Sinner.
Il modo in cui ha trascinato la gente a seguire uno sport splendido come il tennis, in un Paese perlopiù calciofilo, direi che è unico. Ci ha regalato emozioni uniche, ci ha fatto gioire e soffrire, tutti insieme. Sebbene sia uno sport individuale, lui ha unito gente da tutto il mondo, non solo in Italia.
E dopo quella finale del Roland Garros contro Alcaraz è riuscito a risollevarsi come forse nessuno sarebbe riuscito a fare. Un esempio continuo di eleganza, dedizione ed educazione. È normale che sia uno degli sportivi più amati.
E occhio anche a Kimi Antonelli: è sulla strada giusta per diventare anche lui uno degli sportivi più amati.
Quali sono le difficoltà più grandi per una donna che lavora nel giornalismo sportivo?
Farsi prendere sul serio. In un mondo perlopiù maschile, riuscire a inserirsi è davvero molto difficile. Per fortuna, sia per il mio carattere sia grazie a colleghi maturi e professionali, ho avuto delle opportunità.
Il problema sono i tifosi, i lettori, che, se già insultano e criticano i colleghi uomini perché non sono d’accordo con loro, con me e con altre colleghe ricorrono al classico: «Cambia mestiere. Torna a lavare i piatti».
Questi insulti, però, passano in secondo piano quando chi ti vede ti ferma e dice apertamente che apprezza il tuo lavoro, il tuo modo di fare e la persona che sei.
Non nego, tuttavia, che spesso sono stata male per certi commenti, ma sono riuscita a superarli. Non per tutti, però, è così.
Che consiglio daresti a un giovane che sogna di diventare giornalista sportivo?
Di leggere, informarsi e appassionarsi. Non limitarsi a un solo sport, seppur sia quello di cui si è appassionati. Lo sport è magnifico perché è vario e spesso si possono scoprire passioni che non si conoscevano.
Inoltre, bisogna avere pazienza e carattere. Il nostro mondo, purtroppo, è pieno di insidie e soprattutto non sempre riesce a restituirti subito i frutti del tuo duro lavoro.
Proprio per questo è importante circondarsi delle persone care, confidarsi e confrontarsi. Il percorso è tuo, ma senza il sostegno di qualcuno potrebbe essere difficile superare gli ostacoli. A meno che non si abbia già un carattere forte.




