Abbiamo intervistato in esclusiva per tuttomercato24.com Roberta Casagrande addetta stampa del Messina.
Cosa ti ha spinto a diventare addetta stampa e, in particolare, a lavorare nel mondo del calcio con il Messina?
La motivazione che mi ha spinta a lavorare nel mondo del calcio nasce soprattutto dal rapporto speciale con mio papà. Sin da bambina mi portava allo stadio: erano gli anni del Messina in Serie A e quelle domeniche sugli spalti sono diventate uno dei ricordi più preziosi della mia vita. Non era solo calcio, era il tempo che passavamo insieme, l’emozione condivisa, il modo in cui mi ha trasmesso una passione che con il tempo è diventata parte della mia identità.
Crescere con quel legame così forte con il Messina e con mio padre mi ha fatto capire, quasi naturalmente, che avrei voluto trasformare quella passione nel mio lavoro. Oggi purtroppo lui non è più qui con me, ma ogni passo che faccio in questo percorso lo sento anche come un modo per renderlo orgoglioso.Amo profondamente ciò che faccio, soprattutto perché ho la possibilità di unire la dimensione accademica e quella professionale: da un lato, come dottoranda, assisto il mio tutor, lo stimato professor Francesco Pira nelle lezioni di Giornalismo sportivo all’Università di Messina, dall’altro metto in pratica ogni giorno ciò che studio nel mio ruolo di addetta stampa della mia squadra del cuore. In qualche modo, è come se quelle domeniche allo stadio con mio padre continuassero ancora oggi, solo in una forma diversa.
Qual è stato il momento più significativo o emozionante che hai vissuto nel tuo ruolo finora?
Il momento più emozionante che ho vissuto nel mio ruolo è stato senza dubbio la celebrazione dei 125 anni di storia del Messina. È stato un evento carico di significato, non solo per il club ma anche per la città e per tutti i tifosi.Vedere al San Filippo tanti campioni che hanno scritto pagine importanti della storia del Messina tornare in campo e condividere quella giornata è stato davvero speciale. Per me, che per anni avevo seguito le loro imprese dalla televisione o dagli spalti dello stadio, ritrovarmi lì, a vivere quell’evento dall’interno e come parte dell’organizzazione, è stata un’emozione difficile da descrivere.In quel momento ho percepito ancora di più il valore del mio ruolo e il privilegio di poter contribuire, anche nel mio piccolo, a raccontare e custodire la storia di una società così importante.
Come riesci a conciliare la passione per lo sport con le responsabilità della comunicazione e della gestione mediatica?
La passione per lo sport è sicuramente un elemento che mi aiuta a comprendere meglio le dinamiche di questo mondo e il linguaggio che lo caratterizza. Tuttavia, nel mio lavoro di addetta stampa la priorità resta sempre la professionalità: comunicare significa gestire informazioni, tempi e relazioni con i media in modo responsabile e strategico. Per questo cerco di mantenere un equilibrio tra coinvolgimento personale e distacco professionale, affinché la comunicazione rimanga sempre chiara, credibile e coerente con il ruolo che rappresento.
C’è una qualità personale che ritieni indispensabile per fare bene questo lavoro?
Credo che la qualità indispensabile sia proprio la passione. Nel mio caso è nata molto presto: già a sette anni ero ospite fissa in una trasmissione del grande Mino Licordari per parlare del Messina. Da allora ho sempre coltivato questo interesse con grande impegno, studiando e cercando di formarmi al meglio per raggiungere i miei obiettivi. Oggi sto completando anche il mio percorso accademico: a breve conseguirò il titolo di dottoressa di ricerca in Sociologia della comunicazione. Per me passione e studio sono sempre andati di pari passo e rappresentano la base per svolgere questo lavoro con serietà e professionalità.
Quali sono i tuoi obiettivi o sogni futuri all’interno del mondo della comunicazione sportiva?
Oggi posso dire di essere molto soddisfatta del percorso che sto costruendo, perché ho la fortuna di lavorare in un ambito che amo profondamente. C’è una frase che sento molto mia: “fai il lavoro che ami e non lavorerai un giorno solo nella vita”, ed è proprio così che vivo il mio impegno nella comunicazione sportiva.
Guardando al futuro, mi piacerebbe continuare a crescere anche dal punto di vista accademico: uno dei miei sogni è diventare un giorno professoressa ordinaria di giornalismo sportivo all’università. Allo stesso tempo, però, vorrei mantenere sempre un legame concreto con il campo, continuando a svolgere il ruolo di addetta stampa del Messina, magari nelle categorie che una piazza così importante merita. Credo molto nel valore di unire ricerca, insegnamento e pratica professionale.




