Abbiamo intervistato in esclusiva per tuttomercato24.com le dichiarazioni di Mister Pietro Infantino.
Grazie al Settore Tecnico e agli aggiornamenti obbligatori, oggi tutti gli allenatori stanno dedicando grande attenzione alle nuove tecnologie, che stanno cambiando il modo in cui il calcio viene giocato e allenato. Dal monitoraggio dell’attività fisica dei giocatori all’analisi dei dati, la tecnologia offre strumenti sempre più precisi per migliorare le prestazioni individuali e di squadra. Anche nel calcio dilettantistico — che ormai di dilettante ha ben poco — questi strumenti sono diventati fondamentali per restare al passo con l’evoluzione del gioco.Nel calcio moderno, infatti, il ruolo dell’allenatore si è trasformato profondamente, richiedendo competenze non solo tecniche, ma anche manageriali. Le competizioni sono sempre più frequenti, intense e competitive, e per mantenere alte le prestazioni durante tutta la stagione è necessario un lavoro di squadra ben strutturato. Oggi lo staff tecnico non è più composto soltanto dall’allenatore, ma anche da preparatori atletici, collaboratori tecnici, match analyst e allenatori dei portieri. La sinergia tra tutte queste figure è essenziale: solo attraverso una collaborazione efficace, una filosofia condivisa e un modello di gioco coerente si possono raggiungere risultati importanti. Ormai nel calcio non si lascia nulla al caso.Ogni calciatore deve essere preparato non solo fisicamente, ma anche mentalmente. La componente mentale è infatti determinante per affrontare le difficoltà e le pressioni di una partita. È spesso più difficile da allenare rispetto alla parte fisica, ma è altrettanto — se non più — importante. Per sviluppare al meglio questo aspetto, è necessario creare un ambiente sereno, stabile e stimolante, in cui il giocatore si senta a proprio agio e consapevole che anche attraverso l’errore passa la strada verso il successo.Nel corso della mia carriera ho avuto la fortuna di lavorare in diverse regioni d’Italia, accumulando esperienze che mi hanno arricchito non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Ho allenato ad Andria e Gravina in Puglia, a Rieti e Latina nel Lazio, ad Arzachena in Sardegna, al Tuttocuoio in Toscana, in Calabria e in tante piazze importanti della Sicilia. Ringrazio tutte le società che mi hanno dato l’opportunità di crescere, di conoscere nuove culture, usanze e mentalità. Le mie origini e la mia formazione mi hanno sempre aiutato a calarmi in qualsiasi realtà, creando un legame forte con il territorio e con i tifosi, affrontando ogni esperienza con umiltà, rispetto e professionalità. Credo che, al di là dei risultati sportivi, in ogni piazza io abbia lasciato un buon ricordo, soprattutto come uomo, ed è questo per me il valore più importante.Dopo la positiva esperienza a Favara, attendo con entusiasmo la giusta opportunità per proseguire il mio percorso. Mi mancano soltanto due partite per raggiungere le 500 panchine tra Serie D e Lega Pro, un traguardo che rappresenta per me motivo di grande orgoglio e stimolo per continuare a dare il massimo in questo mondo che amo.




