Abbiamo intervistato in esclusiva per tuttomercato24.com le dichiarazioni di mister Giuseppe Guida
Per Mister Guida, costruire una squadra significa innanzitutto scegliere uomini prima ancora che calciatori. Ogni anno, quando prende in mano una nuova squadra, cerca giocatori con caratteristiche precise, ma ci sono aspetti dai quali non prescinde mai: «I valori umani, la voglia di emergere e soprattutto la fame». Sono questi, secondo il tecnico, gli elementi indispensabili per poter svolgere al meglio il proprio lavoro. Una volta costruito il gruppo, arriva il momento di “cucire il vestito addosso” alla squadra, adattando l’idea di gioco alle caratteristiche dei giocatori a disposizione.
La filosofia di Mister Guida parte dai principi di gioco più che dai semplici sistemi tattici. Insieme al suo staff, infatti, dedica grande attenzione all’organizzazione, senza però legarsi rigidamente a un modulo: «Il calcio è uno sport in continua evoluzione». Per questo motivo ritiene sempre più importante avere calciatori capaci di interpretare più ruoli durante la stessa partita. In questo contesto, anche l’allenatore deve saper leggere ciò che accade in campo e intervenire con le correzioni necessarie nel corso dei novanta minuti.
Un altro elemento centrale della sua filosofia è la valorizzazione del talento individuale. Mister Guida considera ogni calciatore un talento, con caratteristiche diverse dagli altri, e crede in un calcio meno schematico, nel quale ai singoli venga lasciata maggiore responsabilità. Grande importanza viene data soprattutto all’uno contro uno, con l’obiettivo di formare giocatori capaci di saltare l’avversario e creare superiorità numerica.
«Credo molto poco nei giochini a un tocco e due tocchi», spiega il tecnico, sottolineando la necessità di tornare a sviluppare calciatori capaci di scegliere autonomamente la soluzione migliore. Secondo Guida, infatti, la fantasia non deve essere frenata dagli schemi: bisogna tornare a creare talenti, lasciando loro la libertà di esprimere le proprie qualità.
Anche nei momenti più difficili, come una serie di sconfitte consecutive, il tecnico cerca le cause soprattutto nella struttura e nell’equilibrio del gruppo. Le assenze possono incidere sulle prestazioni, ma un altro problema fondamentale può essere uno spogliatoio diviso in più gruppi. In questo caso, secondo Guida, bisogna interrogarsi su come la squadra sia stata costruita: «Spesso nel calcio si costruiscono gruppi fatti di soli nomi, senza equilibrio». Per lui, una squadra deve essere come una costruzione nella quale ogni elemento, dall’ingegnere al semplice operaio, deve avere il proprio ruolo e la giusta esperienza.
Infine, per Mister Guida, un allenatore moderno deve conoscere bene il girone e gli avversari, ma senza perdere di vista la propria identità. L’obiettivo non deve essere soltanto capire come fermare gli altri, bensì mettere la propria squadra nelle condizioni di giocare al massimo delle proprie possibilità: «Bisogna pensare a far girare a mille il nostro gruppo, costringendo gli altri a preoccuparsi di come fermarci, e non viceversa».
Una filosofia che mette quindi al centro persone, fame, talento, responsabilità e identità, con la convinzione che il calcio non possa essere racchiuso soltanto dentro uno schema.




