Abbiamo intervistato in esclusiva per tuttomercato24.com le dichiarazioni del Procuratore Sportivo Leo Secondi.
Tutto è iniziato dopo una brutta esperienza personale. Un procuratore toscano mi aveva inviato un precontratto falso di Lega Pro e, alla fine, mi aveva proposto soltanto opportunità in Eccellenza. Quell’episodio mi ha fatto capire che nel calcio c’era bisogno di lavorare in modo diverso. Grazie ai contatti che avevo costruito in Argentina e in Sud America, ho deciso di intraprendere questa professione con un obiettivo preciso: mettere al centro il calciatore e operare sempre con serietà, trasparenza e sincerità.
Fin dall’inizio abbiamo cercato di distinguerci proprio per questo. Sappiamo che il tempo non è mai abbastanza per seguire tutti come vorremmo, ma cerchiamo di essere vicini ai nostri ragazzi non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Ogni scelta viene condivisa con loro, cercando di commettere il minor numero possibile di errori. In questi anni, fortunatamente, gli sbagli sono stati pochi, anche se è impossibile accontentare sempre tutti.
Con il passare del tempo è cresciuta anche l’agenzia. Oggi possiamo contare su una struttura composta da due avvocati, tre agenti FIFA e un’agente FIGC-CONI, con la quale collaboriamo per garantire ai nostri assistiti la massima tutela. Il calcio moderno richiede sempre più competenza e professionalità, ma sono convinto che, oltre alla preparazione, la differenza la facciano i rapporti di fiducia che si costruiscono negli anni con direttori sportivi, presidenti e società.
Questa crescita ci ha permesso di guardare anche oltre i confini italiani. Lo scorso anno abbiamo aperto una struttura in Argentina con un team di cinque persone e abbiamo avviato una sede negli Stati Uniti. L’obiettivo è ampliare sempre di più la nostra rete internazionale, creando nuovi collegamenti e nuovi mercati per offrire ai calciatori maggiori opportunità di carriera all’estero.
Anche il calcio, nel frattempo, è cambiato profondamente. Oggi il livello si è alzato in tutto il mondo e le nazionali sono sempre più competitive. Gli ultimi Mondiali hanno dimostrato che squadre africane e asiatiche hanno raggiunto standard tecnici e tattici molto elevati. Le differenze si sono ridotte e, ormai, a fare la differenza sono soprattutto i dettagli e la qualità dei singoli.
Per quanto riguarda il mio percorso da calciatore, il ricordo più emozionante resta l’esordio nel professionismo con la squadra del mio cuore, il Talleres de Córdoba, nel 2009. In Italia ho avuto la fortuna di vincere quattro campionati, ma il Bocale rappresenta qualcosa di speciale. Lì ho trascorso oltre sette stagioni, realizzando quasi 80 gol, e soprattutto sono cresciuto come uomo prima ancora che come calciatore. È stata un’esperienza fondamentale che mi ha dato la maturità e la conoscenza del calcio che oggi metto al servizio dei ragazzi che scegliamo di accompagnare nel loro percorso. Per uno straniero non è mai semplice inserirsi in un altro Paese, ma noi argentini abbiamo sempre sentito l’Italia come una seconda casa, e questo ha reso il mio cammino ancora più significativo.





