Si scrive “squadra”, ma si legge “giocatori” che ne fanno parte. Si scrive “squadra”, ma a volte si legge “singoli” che cercano di mettersi in evidenza.
Nel corso degli anni, il Catania ha avuto tante squadre, ma pochi veri gruppi. Le formazioni più affiatate che ricordiamo sono state davvero poche. Il Catania è sempre stato visto come una rampa di lancio, mai come un punto di arrivo o di affermazione definitiva per i calciatori, ma piuttosto come una possibilità per approdare a squadre più importanti.
Nei primi anni Duemila, nell’era Gaucci, il Catania lottava in C1 e ottenne la promozione in Serie B nel 2002 grazie a un grande gruppo. Zeoli, Baronchelli, Pane, Bussi, Cicconi furono gli eroi che amarono davvero la maglia e la città, e avevano un obiettivo comune: fare la storia! I racconti che ho raccolto dai vari protagonisti nelle mie interviste mi hanno confermato che esisteva un vero gruppo e che i compagni si volevano bene.
Anche la squadra della stagione 2005/06, che conquistò la promozione in Serie A, era formata da uomini che volevano raggiungere la massima serie giocando per la maglia rossazzurra. Non la definirei un “grande gruppo” nel senso stretto, ma piuttosto un insieme di giocatori forti, ognuno dei quali desiderava affermarsi in Serie A. Pensiamo a Baiocco, che dalla Juve passò al Perugia quasi in modo anonimo; forte ma sottovalutato, per lui Catania significava affermarsi. Spinesi, che dalle giovanili dell’Inter e dalla Nazionale Under 21 non era “esploso” con il Bari ed era tornato in B, vedeva in Catania una grande opportunità. E Mascara, che non era mai riuscito a giocare in A, ci riuscì proprio con il Catania. Era una squadra composta da tanti giocatori con una forte voglia di arrivare.
L’ultimo gruppo che i tifosi amano ricordare è stato quello di Mister Baldini, prima che la squadra venisse estromessa dalla Lega Pro per il fallimento societario. Tuttavia, anche in quel caso, non mi sento di definirlo un gruppo eccezionale e attaccato alla maglia. In quella difficile situazione, i giocatori sapevano già che il Catania da lì a poco non sarebbe più esistito. Per loro, quella fu una vetrina in cui si misero in mostra con la speranza che qualche altra squadra offrisse loro un contratto.
Con l’arrivo di Toscano nella scorsa stagione, qualcosa è cambiato. Dopo un decennio passato in C, con tanti fantomatici salvatori della Patria e giocatori finiti senza voglia di mettersi in mostra e lottare per un ideale, finalmente dall’anno scorso possiamo dire che questo Catania è una grande squadra. Dalla squadra operaia della stagione 24/25, quest’anno il Tecnico in soli 16 mesi, sta riuscendo a costruire una squadra, un gruppo di uomini, che stanno remando tutti per la stessa destinazione: la promozione in Serie B.
Questa squadra per me, qualsiasi sia la fine di questa stagione, per me è il Gruppo più forte degli ultimi 40 anni.




