Piero Alberto Ancona e il suo Gemini hanno iniziato molto bene la stagione 25/26, con una vittoria per 1-3 contro i cugini agrigentini del Casteltermini. La società bianco-rossa, inserita nel girone A di Promozione, é una delle candidate principali per la vittoria al titolo. Nella passata stagione, solo la gara persa ai rigori contro la Messana ha interrotto un ipotetico sogno. Nonostante questo, il Gemini é pronto a ripartire, cercando di continuare a tracciare il percorso della passata stagione, limitando tutte le possibili sbavature. A parlarci del progetto Gemini e del campionato che verrà il tecnico Piero Alberto Ancona che, nella passata stagione, ha condotto la squadra agrigentina al quarto posto in classifica, proponendo un calcio innovativo e facendo sognare un popolo intero.
Mister Ancona, che sensazioni ti ha dato la vittoria di domenica contro il Casteltermini?
“Quando si vince le sensazioni sono sempre positive, ma in realtà c’è ancora tanto da lavorare e in primis siamo consapevoli di ciò che non ha funzionato, perché è da quello che ripartiamo ogni settimana, al di là del risultato.”
Dopo quasi 2 anni il Gemini ritorna nel girone A. Quali insidie si nascondono in questo girone secondo te?
“Ogni girone ha le proprie insidie, quando abbiamo letto la collocazione in questo girone abbiamo tirato un sospiro di sollievo perché da un punto di vista logistico ci permette di affrontare le trasferte in maniera dignitosa. Per il resto, rispetto a due anni fa, in cui eravamo in questo stesso girone territoriale, troviamo tantissime nuove squadre di cui sappiamo ben poco ed è questa l’insidia principale, dover imparare a conoscerli domenica dopo domenica senza mai dare nulla di scontato”
Il calcio agrigentino, nella passata stagione, ha vissuto momenti alti e bassi: abbiamo visto il Licata retrocedere, il Kamarat, vostro rivale, salire in Eccellenza e una Castrum Favara che, nelle ultime partite, ha dimostrato forza e briosità. Cosa ne pensi a riguardo?
“Penso che le realtà calcistiche agrigentine stiano facendo enormi sforzi e sacrifici per continuare a far calcio in tutti i livelli in cui sono presenti. Cosa non scontata, considerate le difficoltà economiche e sociali che attanagliano questo territorio. Per questo motivo vanno sostenute e tutelate. E serve un sostegno ancora più forte da parte delle istituzioni per garantire il miglioramento e l’adeguamento degli impianti sportivi che, per molte squadre, sono fatiscenti o addirittura impraticabili. È attraverso infrastrutture sportive moderne ed a norma che si garantisce il sacrosanto diritto di ogni paese di continuare a fare calcio e sport in generale portando in alto il proprio nome di appartenenza.”
Ritornando al Gemini, qual è stato secondo te il miglior colpo messo a segno dalla dirigenza?
“Il miglior colpo messo a segno dalla dirigenza è quello di riunirsi alla fine di ogni campionato e veder crescere il proprio numero anno dopo anno grazie al coinvolgimento di sempre nuovi appassionati in una sorta di azionariato popolare che permette a questa società di continuare a fare calcio in mezzo a mille difficoltà in maniera sostenibile, tutto il resto sono solo piacevoli conseguenze di questa passione che unisce oggi più di 40 persone sotto la bandiera del Gemini calcio”
Cosa ti senti di dire alla cittadina di San Giovanni Gemini?
“Non sono una persona a cui piace fare promesse, posso solo permettermi di dire che in ogni allenamento, in ogni gara questa squadra farà di tutto per rendere i tifosi biancorossi orgogliosi di loro.”




