Abbiamo intervistato in esclusiva per tuttomercato24.com il portiere del Kamarat Gaetano Dolenti.
La mia passione per il ruolo del portiere nasce in maniera del tutto naturale: farlo mi rendeva felice, mi dava soddisfazione, ed è esattamente ciò che succede ancora oggi. Il Kamarat non l’ho scelto io, mi ha scelto lui. Il modo in cui mi hanno cercato mi ha trasmesso subito la sensazione di trovarmi davanti a un progetto dal futuro florido e concreto. Non mi sono sbagliato.
Non abbiamo mai avuto grosse difficoltà contro nessuna squadra. Certo, la partita contro il Licata, sia per una questione numerica — eravamo undici contati a causa di infortuni e vicissitudini accadute in settimana — sia per la qualità dell’avversario, ci ha fatto soffrire più del dovuto. Proprio per questo, vincerla ci ha dato una soddisfazione enorme.
La preparazione personale a una partita è sempre qualcosa di soggettivo. Io mi concentro molto sull’attenzione ai dettagli: ogni gara vale tre punti, ma sono convinto che, se resto concentrato e attento, nel peggiore dei casi ne portiamo a casa uno.
Ho avuto la fortuna di seguire passo dopo passo la carriera del più grande di tutti, Gianluigi Buffon. Non solo per le sue doti tecniche, ma soprattutto per la capacità di imporre la propria forza mentale nell’arco dei novanta minuti. In questo è stato semplicemente geniale.
I miei obiettivi personali coincidono con quelli dei miei compagni. Abbiamo creato un ambiente che raramente ho avuto la fortuna di vivere: stiamo bene insieme e abbiamo un’enorme voglia di continuare a farlo il più a lungo possibile.





