Schembari Seby, giovane calciatore grintoso determinato con le idee ben chiare. In questa intervista racconta il suo amore verso la sua squadra, la grinta e la passione che mette in campo in ogni partita.
Qual è stato il momento più importante della tua carriera e perché?
“Il momento più importante della mia carriera ad oggi è il primo anno a Cerignola, dove ho avuto modo di giocare nei professionisti tramite la primavera. Li pur essendo piccolo di età ho capito molte cose di questo sport (disciplina, tattica, dedizione al lavoro e tant’altro)”
Qual è il tuo obiettivo più grande che vorresti realizzare?
“Sarebbe facile dire raggiungere la Serie A, come penso direbbe chiunque faccia questo sport. E ovviamente è anche un mio sogno, non lo nego. Però il mio obiettivo è un po’ diverso.Con il tempo ho imparato a vivere questi anni di calcio senza l’ansia di dover per forza arrivare. Uno può provarci con tutto se stesso, fare sacrifici e dare il massimo, ma non è detto che ci riesca.Il mio obiettivo più grande è riuscire a costruire la mia vita facendo quello che mi piace, e svegliarmi ogni giorno con il sorriso perché so che sto andando a fare qualcosa che amo. Penso che nella vita bisogna trovare quella cosa per cui si è disposti a fare sacrifici, perché quando fai qualcosa che ami, anche i sacrifici diventano più leggeri”.
Come affronti la pressione prima di una partita importante?
“In realtà penso che il modo migliore per affrontare la pressione sia proprio il pensiero di cui parlavo prima. Non sento di dover dimostrare qualcosa a qualcuno, quindi cerco di non caricarmi di un’ansia inutile.Prima di una partita importante penso semplicemente che devo giocare per divertirmi, far divertire chi mi guarda e, ovviamente, cercare di vincere dando il massimo. Alla fine dei conti è uno sport e penso che al primo posto debba esserci il divertimento. Quando riesco a viverla in questo modo, la pressione diventa inesistente”
C’è un calciatore a cui ti ispiri o che hai sempre ammirato?
“Sì, ce ne sono parecchi. Essendo alto 1,70 m, cerco spesso di guardare e studiare giocatori della mia statura, perché penso che possano darmi spunti utili.Mi piacciono molto Gavi del Barcellona e Thiago Alcântara, ma quello a cui mi ispiro di più per caratteristiche e modo di giocare è Lucas Torreira. Mi piace molto il suo modo di stare in campo, la sua intensità e il fatto che, nonostante la statura, riesca a essere molto importante a centrocampo”.
Che rapporto hai con il Favara e Favara come città?
“Al Favara devo tanto. Mi hanno valorizzato e continuano a farlo ogni anno, e sentire la stima e l’affetto dei tifosi mi rende davvero felice.Ormai conosco tante strade della città a memoria, cosa non facile a Favara. Mi sento praticamente a casa, la gente è molto calorosa. È una città in cui mi trovo davvero bene ed è difficile non affezionarsi”.
Cosa significa per te indossare questa maglia?
“Per me indossare questa maglia significa soprattutto gratitudine. È una società che mi ha dato tanto, mi ha fatto crescere e mi ha sempre dato fiducia Quando la indosso sento anche una certa responsabilità, perché so che rappresento una squadra, una città e dei tifosi che hanno tanta stima di me. Per questo cerco sempre di dare tutto in campo e di onorare questa maglia nel miglior modo possibile”.




