Salernitano di nascita, ma cittadino onorario di tutte le città in cui ha allenato, arriva sulla panchina del Catania a 52 anni. Non è mai stato un calciatore professionista: fin da ragazzo il suo unico desiderio era imparare il mestiere più criticato del mondo, quello dell’allenatore. Come racconta il nostro estratto dell’ultima conferenza stampa, a 25 anni è partito con un sogno e oggi si ritrova al posto giusto, nel momento giusto.
La sua è una scalata d’altri tempi. Parte dalla Terza Categoria, sale in Prima e arriva in Promozione con la Sanseverinese. Stagione dopo stagione scala i campionati, approdando nell’Eccellenza lucana con il Ferrandina Calcio nel 2004/05; l’esito è un 13º posto con 36 punti, frutto di 9 vittorie, 9 pareggi e 16 sconfitte (32 gol fatti e 61 subiti).
Subito dopo si fa avanti la Gelbison, fresca di una storica promozione in Serie D, che gli affida la panchina per due stagioni: nella prima ottiene un ottimo 7° posto, mentre la seconda si conclude con una retrocessione. Nella stagione 2009/10 viene chiamato dalla Turris, sempre in Serie D, dove conquista un tranquillo 11º posto. Quell’anno la squadra chiude il torneo con una statistica curiosa: la peggior difesa del girone, ma la miglior coppia d’attacco della categoria grazie alle reti di Giulio Russo (23 gol) e Giovanni Longobardi (16 gol).
Gli anni della maturità e il miracolo Caratese
Pro Patria, Gelbison, Battipagliese, San Severo, Livorno: un’esperienza dopo l’altra, anno dopo anno, alternandosi tra il ruolo di primo allenatore e quello di vice, Longo fa bene ovunque, valorizzando rose non sempre irresistibili.
A Cava de’ Tirreni vive una stagione da protagonista. Stupisce tutti per un lungo periodo, viene esonerato, ma poi viene richiamato proprio sul finale di stagione, riuscendo a vincere i playoff. Nella stagione 2015/16, la sua Cavese disputa un campionato di vertice in Serie D, posizionandosi al 3º posto nel Girone I con 68 punti ed esprimendo un calcio di altissimo livello, coronato dalla vittoria dei playoff di girone. Le parole d’ordine sono chiare: budget ridotto, giovani di talento e tanta fame.
Nel 2018/19 la Folgore Caratese, ambizioso club brianzolo di proprietà di Michele Criscitiello, decide di affidarsi proprio a Emilio Longo. La squadra è un mix di elementi d’esperienza e “under” di valore, tra cui spiccano il centrocampista Andrea Burato, l’attaccante Bryan Gioè e il difensore Nicolò Carrara. In Brianza Longo colleziona più di 130 panchine in Serie D, accrescendo il blasone del club e dimostrando che, anche con poche risorse, si può proporre un calcio spettacolare e divertente.
Il professionismo e la grande chance a Catania
La grande occasione nei professionisti arriva a Picerno, in Serie C, dove Longo lascia tutti a bocca aperta. Con una squadra costruita inizialmente per salvarsi, grazie a un gioco sbarazzino e sfrontato centra i playoff di Lega Pro per due anni consecutivi, mettendo in riga formazioni molto più attrezzate. Sale così un altro gradino e firma con il Crotone, piazza storica del calcio italiano. Anche in Calabria, con un organico sulla carta da metà classifica, riesce a centrare l’obiettivo playoff.
Il suo cammino e la sua identità di gioco non sono passati inosservati, tanto da convincere anche il vice presidente Vincenzo Grella. Dopo tantissimi anni di gavetta, per il Mister si aprono finalmente le porte di una grande piazza.
Mister, questa stagione la aspetta. Come dice lei, dovrà dare ancora più di quanto è abituato a dare. A Catania si deve vincere, e il nostro augurio è che possa vincere lei con noi, e noi insieme a lei. Per la sua carriera questo è un punto d’arrivo, sì, ma dev’essere anche un grande trampolino di lancio.





