Abbiamo intervistato in esclusiva per tuttomercato24.com Eleonora Tacconi giornalista sportiva e addetta stampa
Ho deciso di specializzarmi in giornalismo sportivo grazie alla passione che, fin da piccola, mi ha trasmesso mio papà. Il nostro era un rapporto un po’ diverso dal classico rapporto padre-figlia: passavamo i pomeriggi a guardare le partite, e lui mi raccontava la formazione dell’Inter campione del ’64. Da lì è stato amore a prima vista per il calcio.
La parte più stimolante del mio lavoro come addetta stampa è il confronto con realtà diverse. Attualmente sto seguendo il Castelnuovo, una squadra veronese, e credo che partire da questi campi sia fondamentale per fare la gavetta. Bisogna sempre fare qualcosa in più, mettersi in gioco, proporre idee nuove.
Fortunatamente sono una persona molto empatica: grazie al dialogo e alla comunicazione riesco a immedesimarmi negli altri, a capire i loro stati d’animo e il loro punto di vista.
Il giornalismo è cambiato sotto molti aspetti: resta un’arte vasta, che non si limita più alla carta stampata, alla radio o alla televisione. Oggi esistono nuove forme di comunicazione, ma allo stesso tempo sono convinta che i social abbiano cambiato il giornalismo in senso negativo. Basta scrivere due frasi e ottenere qualche “like”: nel mondo dei social sembra contare di più apparire piuttosto che essere.
Non saprei dire quale sia l’aspetto che preferisco del mio lavoro, ma mi è sempre piaciuto intervistare le persone. Mi affascina conoscere le loro storie, le loro esperienze: ogni incontro è un’occasione per imparare qualcosa di nuovo.
L’intervista più stimolante della mia carriera è stata quella a Cristiano Ronaldo: sono stata l’unica a Verona a intervistarlo nel post-partita contro il Chievo, al suo esordio in Italia. L’ho fatta in spagnolo, una lingua che parlo molto bene, ed è stata un’esperienza indimenticabile.




