Secondo me, oltre alle ambizioni, sarà sempre il fattore mentale a fare la differenza, così come la lucidità. L’Inter, per il momento, sta dimostrando di avere entrambe queste caratteristiche, oltre a un organico completo in ogni reparto, pur non avendo investito più di tanto sul mercato. L’aspetto mentale, infatti, conta tantissimo: gli allenatori devono essere quasi degli psicologi, perché quando dai il massimo ma i risultati sul campo non arrivano, si crea inevitabilmente un senso di frustrazione. È proprio in quei momenti che bisogna intervenire e, considerando quante squadre sono coinvolte quest’anno, ci sarà sì da divertirsi, ma anche tanto da lavorare sotto questo punto di vista.
Il punto di forza di alcune realtà emergenti sta soprattutto nelle ambizioni e nella solidità del progetto. Il Como ne è un esempio: Fabregas ha ricevuto diverse proposte ma ha scelto di rifiutarle perché crede in questo percorso, nel quale lui stesso è protagonista. Non si tratta solo di bel gioco, ma anche di una società presente, anche economicamente, che dà spazio ai giovani, vero punto di forza dei lariani. In un contesto come quello della Serie A, dove al minimo errore un giovane viene spesso messo alla gogna, vedere come stanno crescendo questi talenti a Como è motivo di orgoglio. Le basi per fare bene ci sono, anche se la fase realizzativa degli attaccanti può e deve essere migliorata.
Il calcio, del resto, riserva sempre sorprese: nella parte bassa della classifica qualche squadra potrebbe stupirci, mentre in quella alta, al momento, l’unica che può farsi male da sola sembra essere l’Inter, oggi superiore a tutte. Attenzione però a Juventus e Roma, perché se il Napoli dovesse continuare a mostrare incertezze, le altre potrebbero approfittarne.
Infine, purtroppo, anche se siamo nel 2026, la sfida più difficile resta ancora quella di dover dimostrare sempre qualcosa in più in quanto donna. All’inizio questa dinamica mi infastidiva, oggi invece rappresenta uno stimolo ulteriore per fare ancora meglio.




